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26 September 09
Maxwell – BLACKsummers’night

Maxwell Rivera è un soulsinger ammeregano nato nel “73, ha un retaggio da cantante abbastanza lungo, nasce discograficamente nel 1995, si susseguono apparizioni su compile, collaborazioni, ep e dischi ufficali come “Embrya” del “98 e  “Now” del 2001. Maxwell è sempre stato un cantante onesto, gli manca un po’ quella verve e quelle genialità che magari hanno altri suoi colleghi ma fortunatamente non fa neanche parte di quella scena Neo Soul tutta patinata con trovate scontate e tutte identiche tra loro. Quest’ anno la “Columbia” pubblica il suo nuovo album dal titolo “BLACKsummers’night”, un disco di 9 brani, dove lo stile di Maxwell e pressapoco sempre lo stesso, ma più “preciso” e diretto, un disco soul molto classico, supportato da un suono pieno ed elegante dove ci sono brani veramente belli come “Bad Habits”, che apre il disco divinamente, “Cold”, “Stop The World” e “Pretty Wings” che riescono a catturare l’ attenzione dell’ ascoltatore. Mentre le uniche che non convincono proprio sono “Love You” e “Help Somebody”, per il resto, nessuna sbavatura, un disco si breve, ma ben fatto che ci introduce alla seconda parte del disco in uscita ancora non si sa bene quando.

Voto (1-5) : 4—

La Roux – La Roux

Ok, dai, quanti di voi appena hanno visto la faccetta dell’ inglesina Elly Jackson non hanno pensato e magari anche detto : “eccola qua, un’ altra che ci ripropone il classico rimpasto degli “80, con suoni triti e ritriti più una bella dose di elementi insulsi” ?, ecco, magari l’ avete fatto con parole diverse, ma il senso era quello… io stesso non è che avrei scommesso più di tanto su di lei e invece ?… e invece mi sono dovuto ricredere perchè la ragazza ha talento e il suo esordio convince in più punti, magari non sarà tutto ‘sto clamore frutto anche di un hype bello pompato, ma il disco merita e i due singoloni “In For The Kill” e “Quicksand” sono giusto un assaggio della sua personalità artistica. No, no non facciamo gli snob e ascoltiamo bene.

Voto (1-5) : 3,8

Joe Barbieri - Maison Maravilha
Joe Barbieri, classe 73, autore e musicista, “Maison Maravilha” è il suo secondo album, è inutile dilungarsi troppo, perchè il disco non ha bisogno di presentazioni o spiegazioni aggiuntive “si regge in piedi” benissimo da solo. Musica con la emme maiuscola, suonata, scritta, interpretata in maniera stupenda, Jazz e Bossa Nova si incontrano in questi 11 brani per 47 minuti, 47 minuti intensi, che emozionano, coinvolgono… Barbieri scrive e racconta di se, d’ amore, in maniera mai banale, anche attraverso canzoni di altri autori, qui ad esempio troviamo una sua cover di Paolo Conte, il brano è “Wanda”. Il modo di approcciarsi alla musica ricorda un po’ quella dei cantautori italani di altri tempi misto a quanto c’ è di più bello nella musica brasiliana, l’ accostamento a Caetano Veloso è quasi d’ obbligo. Questo è un album bellissimo, dove le parole per elogiarlo sarebbero sempre troppo poche, ecco, voglio concludere e lo faccio, dicendo che le sue note riempiono il cuore, toccano l’ animo… ritrovare una parte di noi stessi nei dischi è sempre un’ emozione forte.

Voto (1-5) : 4+

Maxwell – BLACKsummers’night

Maxwell Rivera è un soulsinger ammeregano nato nel “73, ha un retaggio da cantante abbastanza lungo, nasce discograficamente nel 1995, si susseguono apparizioni su compile, collaborazioni, ep e dischi ufficali come “Embrya” del “98 e  “Now” del 2001. Maxwell è sempre stato un cantante onesto, gli manca un po’ quella verve e quelle genialità che magari hanno altri suoi colleghi ma fortunatamente non fa neanche parte di quella scena Neo Soul tutta patinata con trovate scontate e tutte identiche tra loro. Quest’ anno la “Columbia” pubblica il suo nuovo album dal titolo “BLACKsummers’night”, un disco di 9 brani, dove lo stile di Maxwell e pressapoco sempre lo stesso, ma più “preciso” e diretto, un disco soul molto classico, supportato da un suono pieno ed elegante dove ci sono brani veramente belli come “Bad Habits”, che apre il disco divinamente, “Cold”, “Stop The World” e “Pretty Wings” che riescono a catturare l’ attenzione dell’ ascoltatore. Mentre le uniche che non convincono proprio sono “Love You” e “Help Somebody”, per il resto, nessuna sbavatura, un disco si breve, ma ben fatto che ci introduce alla seconda parte del disco in uscita ancora non si sa bene quando.

Voto (1-5) : 4—

La Roux – La Roux

Ok, dai, quanti di voi appena hanno visto la faccetta dell’ inglesina Elly Jackson non hanno pensato e magari anche detto : “eccola qua, un’ altra che ci ripropone il classico rimpasto degli “80, con suoni triti e ritriti più una bella dose di elementi insulsi” ?, ecco, magari l’ avete fatto con parole diverse, ma il senso era quello… io stesso non è che avrei scommesso più di tanto su di lei e invece ?… e invece mi sono dovuto ricredere perchè la ragazza ha talento e il suo esordio convince in più punti, magari non sarà tutto ‘sto clamore frutto anche di un hype bello pompato, ma il disco merita e i due singoloni “In For The Kill” e “Quicksand” sono giusto un assaggio della sua personalità artistica. No, no non facciamo gli snob e ascoltiamo bene.

Voto (1-5) : 3,8

Joe Barbieri - Maison Maravilha

Joe Barbieri, classe 73, autore e musicista, “Maison Maravilha” è il suo secondo album, è inutile dilungarsi troppo, perchè il disco non ha bisogno di presentazioni o spiegazioni aggiuntive “si regge in piedi” benissimo da solo. Musica con la emme maiuscola, suonata, scritta, interpretata in maniera stupenda, Jazz e Bossa Nova si incontrano in questi 11 brani per 47 minuti, 47 minuti intensi, che emozionano, coinvolgono… Barbieri scrive e racconta di se, d’ amore, in maniera mai banale, anche attraverso canzoni di altri autori, qui ad esempio troviamo una sua cover di Paolo Conte, il brano è “Wanda”. Il modo di approcciarsi alla musica ricorda un po’ quella dei cantautori italani di altri tempi misto a quanto c’ è di più bello nella musica brasiliana, l’ accostamento a Caetano Veloso è quasi d’ obbligo. Questo è un album bellissimo, dove le parole per elogiarlo sarebbero sempre troppo poche, ecco, voglio concludere e lo faccio, dicendo che le sue note riempiono il cuore, toccano l’ animo… ritrovare una parte di noi stessi nei dischi è sempre un’ emozione forte.

Voto (1-5) : 4+

2 June 09
Altro set di dischi per la neonata sezione “In Poche Riche”, altri 3 dischetti abbastanza diversi tra di loro, sono tra le ultime cose che ho trovato, a fatica, interessanti nell’ ultimo periodo e che da un po’ mi stanno accompagnando, senza fare troppi preamboli parto subito con il primo.
Joyce - Visions Of Dawn.
Allora, avete 35 minuti liberi per essere catapultati nel mondo delle sonorità dei più classici dei dischi brasiliani ?, si ?, bene… questo vuol dire che “Visions Of Dawn” fa al caso vostro, io ho faticato e non poco per riuscirlo a recuperare ma ne è valsa assolutamente la pena, ogni volta è un piacere ascoltarlo, è un disco particolarissimo, cantato e suonato divinamente, con una dolcezza e un pathos unico, che difficilmente troviamo in molti altri dischi, una musica malinconica, intima ma nello stesso tempo trascinante che ci riporta a quanto c’ era e c’ è di bello in determinata musica latina, la cosa particolare è che questo disco ha visto la luce solo ora, dopo essere stato registrato nel 1976 in Francia. E’ inutile descrivere la voce e le emozioni che riesce a trasmettere Joyce, si sente un’ alchimia rarissima tra voce e musica, per l’ occasione è accompagnata dal duo Nana Vasconcelos & Mauricio Maestro. Veramente, ascoltatelo. Voto da 1 a 5 = 4.
Fat Freddy’ S Drop - Dr Boondigga & The Big BW.
Dopo quella chicca che era “Based On A True Story” era normale aspettarsi tanto dal nuovo lavoro di questa band proveniente dalla Nuova Zelanda, le aspettative fortunatamente non sono state tradite, i FFD sono una di quelle band compatte che suonano in maniera, lasciatemi il termine un po’ gay, divina, con uno stile tremendamente originale e difficilmente confondibile, in questo lavoro c’ è un po’ l’ abbandono di alcune sonorità roots, che comunque troviamo ad esempio in “The Raft”, per fare più spazio al soul, al dub e a un pizzico di accenni di elettronica. Meno male, lo possiamo dire, anche questo “Dr Boondigga & The Big BW” ha fatto centro. Voto da 1 a 5 = 4.
Danger Mouse & Sparklehorse - Dark Night Of The Soul.
Diciamo la verità, appena Danger Mouse fa qualche mossa molti di noi siamo pronti a sbavargli dietro e chi con Google, chi con qualche programmino P2P, smanettiamo per cercare l’ anteprima, la release non ufficiale, qualcosa che ci riporti alla sua ultima creazione, ebbene si, anche questa volta non ci siamo fatti scappare nulla, nemmeno la “love story” tra i musicisti e la EMI, perchè dovete sapere che quest’ ultima, per motivi di copyright, non ancora ben chiari, ha negato la pubblicazione di “Dark Night Of The Soul”, tarpando le ali ad un lavoro molto interessante, la risposta di Danger Mouse è stata abbastanza chiara, non mi stampate il disco ?, bhè, io me ne fotto altamente, lo pubblico lo stesso, come ?, così… disco vergine con una bella grafica mozza fiato e per chi volesse spendere di più e non farsi mancare niente c’ è anche il libro con gli scatti di quel mostro che è David Lynch, ecco, queste, più o meno le testuali parole. Ah si, dicevo Lynch, si, perchè il nostro è stato coinvolto per immortalare le immagini per uno dei brani presenti, ma è arrivato ad un punto tale che, preso talmente bene, ha deciso di fare lo stesso per ogni singola canzone del disco, il risultato è il libro di cui sopra. Ora sono curioso di sapere come procederà la saga appena iniziata. Si, ma il disco com’ è?, ecco, è qualche cosa di diverso dagli ultimi lavori che ci ha proposto fin’ ora, vi dico che alcune cose sono veramente ben riuscite e ci sono idee interessanti in tutto l’ album, in più c’ è l’ apporto di un rooster di artisti d’ eccezione come James Mercer dei The Shins, The Flaming Lips, Gruff Rhys of Super Furry Animals, Jason Lytle dei Grandaddy, Julian Casablancas dei The Strokes, Frank Black dei the Pixies, Iggy Pop, Nina Persson dei The Cardigans, Suzanne Vega, Vic Chesnutt e Scott Spillane dei Neutral Milk Hotel e dei The Gerbils. Magari, non è per tutti, ma almeno una possibilità gli va data, anzi, no, rettifico, il disco secondo me per essere apprezzato necessita di un bel po’ di ascolti e attenzione. Cazzo, questo perchè dovevano essere poche righe ? !. Voto da 1 a 5 = 3, 5 / 4.
Altra cosa, sono indeciso se aprire o meno un altro blog parallelo a questo dove far scaricare gli interi dischi, voi che dite ?.

Altro set di dischi per la neonata sezione “In Poche Riche”, altri 3 dischetti abbastanza diversi tra di loro, sono tra le ultime cose che ho trovato, a fatica, interessanti nell’ ultimo periodo e che da un po’ mi stanno accompagnando, senza fare troppi preamboli parto subito con il primo.

Joyce - Visions Of Dawn.

Allora, avete 35 minuti liberi per essere catapultati nel mondo delle sonorità dei più classici dei dischi brasiliani ?, si ?, bene… questo vuol dire che “Visions Of Dawn” fa al caso vostro, io ho faticato e non poco per riuscirlo a recuperare ma ne è valsa assolutamente la pena, ogni volta è un piacere ascoltarlo, è un disco particolarissimo, cantato e suonato divinamente, con una dolcezza e un pathos unico, che difficilmente troviamo in molti altri dischi, una musica malinconica, intima ma nello stesso tempo trascinante che ci riporta a quanto c’ era e c’ è di bello in determinata musica latina, la cosa particolare è che questo disco ha visto la luce solo ora, dopo essere stato registrato nel 1976 in Francia. E’ inutile descrivere la voce e le emozioni che riesce a trasmettere Joyce, si sente un’ alchimia rarissima tra voce e musica, per l’ occasione è accompagnata dal duo Nana Vasconcelos & Mauricio Maestro. Veramente, ascoltatelo. Voto da 1 a 5 = 4.

Fat Freddy’ S Drop - Dr Boondigga & The Big BW.

Dopo quella chicca che era “Based On A True Story” era normale aspettarsi tanto dal nuovo lavoro di questa band proveniente dalla Nuova Zelanda, le aspettative fortunatamente non sono state tradite, i FFD sono una di quelle band compatte che suonano in maniera, lasciatemi il termine un po’ gay, divina, con uno stile tremendamente originale e difficilmente confondibile, in questo lavoro c’ è un po’ l’ abbandono di alcune sonorità roots, che comunque troviamo ad esempio in “The Raft”, per fare più spazio al soul, al dub e a un pizzico di accenni di elettronica. Meno male, lo possiamo dire, anche questo “Dr Boondigga & The Big BW” ha fatto centro. Voto da 1 a 5 = 4.

Danger Mouse & Sparklehorse - Dark Night Of The Soul.

Diciamo la verità, appena Danger Mouse fa qualche mossa molti di noi siamo pronti a sbavargli dietro e chi con Google, chi con qualche programmino P2P, smanettiamo per cercare l’ anteprima, la release non ufficiale, qualcosa che ci riporti alla sua ultima creazione, ebbene si, anche questa volta non ci siamo fatti scappare nulla, nemmeno la “love story” tra i musicisti e la EMI, perchè dovete sapere che quest’ ultima, per motivi di copyright, non ancora ben chiari, ha negato la pubblicazione di “Dark Night Of The Soul”, tarpando le ali ad un lavoro molto interessante, la risposta di Danger Mouse è stata abbastanza chiara, non mi stampate il disco ?, bhè, io me ne fotto altamente, lo pubblico lo stesso, come ?, così… disco vergine con una bella grafica mozza fiato e per chi volesse spendere di più e non farsi mancare niente c’ è anche il libro con gli scatti di quel mostro che è David Lynch, ecco, queste, più o meno le testuali parole. Ah si, dicevo Lynch, si, perchè il nostro è stato coinvolto per immortalare le immagini per uno dei brani presenti, ma è arrivato ad un punto tale che, preso talmente bene, ha deciso di fare lo stesso per ogni singola canzone del disco, il risultato è il libro di cui sopra. Ora sono curioso di sapere come procederà la saga appena iniziata. Si, ma il disco com’ è?, ecco, è qualche cosa di diverso dagli ultimi lavori che ci ha proposto fin’ ora, vi dico che alcune cose sono veramente ben riuscite e ci sono idee interessanti in tutto l’ album, in più c’ è l’ apporto di un rooster di artisti d’ eccezione come James Mercer dei The Shins, The Flaming Lips, Gruff Rhys of Super Furry Animals, Jason Lytle dei Grandaddy, Julian Casablancas dei The Strokes, Frank Black dei the Pixies, Iggy Pop, Nina Persson dei The Cardigans, Suzanne Vega, Vic Chesnutt e Scott Spillane dei Neutral Milk Hotel e dei The Gerbils. Magari, non è per tutti, ma almeno una possibilità gli va data, anzi, no, rettifico, il disco secondo me per essere apprezzato necessita di un bel po’ di ascolti e attenzione. Cazzo, questo perchè dovevano essere poche righe ? !. Voto da 1 a 5 = 3, 5 / 4.

Altra cosa, sono indeciso se aprire o meno un altro blog parallelo a questo dove far scaricare gli interi dischi, voi che dite ?.

25 April 09

Inauguro una nuova sezione dal titolo “In Poche Righe”, visto che mi piacerebbe recensire e segnalare in maniera dettagliata un casino di roba, ma il tempo non me lo permette, come da titolo, in breve segnalerò la musica che ultimamente trovo interessante, inizio con la combo di questi tre lavori.


‘Sto tipo scozzese a vederlo in foto non gli daresti una lira, ma per fortuna non siamo i tipi che si fermamo alle apparenze, il giovane è un produttore ventenne il suo nome è Hudson Mohawke, ha già all’ attivo qualche lavoro per la piccola Wireblock e per la Ubiquity, supportato dalla Lucky Me, ha recentemente prodotto un EP dal titolo “Polyfolk Dance”, prototto dalla Warp, che in poco tempo ha piazzato il nome sulla bocca di tutti. Il suo stile è molto particolare si muove tra Emotronic, Soul, Hip Hop, Techno, Dubset e altre numerose contaminazioni. Ora, senza menarmela, ho segnalato il tipo sul blog e altrove anche in passato, in tempi quasi non sospetti, certo se una cosa la dice Gilles Peterson è più credibile, ma fidatevi che il lavoro merita di essere ascoltato, lanciate nel player “Overnight” e ditemi se il ragazzo non spacca, tra i vari lavori, remix per pezzi da 90, album e progetti paralleli e anche il lavorazione un disco con Nadsroic, l’ usicta del singolo è prevista per l’ 11 Maggio per la Lucky Me, intanto procuratevi questo. Voto da 1 a 5 = 4.


Come sopra, ho parlato di Siji anche in passato, cantante e musicista. Come si legge dal suo myspace si divide tra Lagos, Londra e New York, supportato da King Britt, ha messo insieme un album soul attuale e ricco di tradizione allo stesso tempo, difficile trovare attualmente qualche cosa di simile in giro, questo “Adè Siji” è un lavoro fatto con cura, minuzioso, suonato, arrangiato, prodotto e cantato con gusto e grandi capacità, la voce di Siji è quella che colpisce di più, è comunicativa, calda, capace di catturare l’ attenzione dell’ ascoltatore, basta ascoltare “Morenike” o “Ekundayo” per essere rapiti dalle sue vibrazioni. Voto da 1 a 5 = 4, 5.


Dietro al nome Bat For Lashes c’ è Natasha Khan, trentenne inglese che dopo il disceto “Fur And Gold” pubblicato nel 2006 dalla “Echo”, “Caroline Records”, si ripresenta quest’ anno con questo bel “Two Suns”, fuori per la tedesca Parlophone. Un disco riuscitissimo, che da quello che ho potuto capire, sta ricevendo attenzione anche dalle radio nostrane con il singolo “Daniel”, l’ intero disco si muove tra sonorità electro e rock, tra dolcezza e decisione, un miscuglio di sensibilità ben amalgamato per un disco che convince in toto, l’ ascolto dovrebbe seguire la tracklist, magari per avvicinarsi vi possono convincere “Sleep Alone”, “Daniel”, e ”The Big Sleep”, per poi passare ad un ascolto più profondo . Voto da 1 a 5 = 4.

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Themed by Hunson. Originally by Josh